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Prosa Poetica · Raccolta · 2026
Le cose che restano non perché qualcuno le ha tenute, ma perché nessuno ha trovato il momento giusto per spostarle. Una raccolta di prosa poetica senza rima, in cinque sezioni: casa, persone, città, tempo, noi.
La raccolta
La raccolta è costruita attorno a un'idea precisa: la fisica della permanenza involontaria. Non le cose che si conservano per scelta — quelle che si mettono da parte, si proteggono, si ricordano con intenzione. Ma le cose che rimangono per inerzia, per assenza di un gesto risolutivo, perché la vita è andata avanti e non c'è stato il momento giusto per spostarle.
Una giacca sul dorso di una sedia. Un messaggio che non si risponde. Un modo di dire che viene da qualcuno che non c'è più. Cascarano costruisce la raccolta come un inventario di queste presenze — non elegiache, non malinconiche in senso tradizionale, ma osservate con la stessa attenzione analitica che caratterizza la sua prosa narrativa.
A chi non dorme dalle tre di notte / e a chi sa dove porta il cassetto che non si apre più.Dedica · Quello che Rimane
| Sezione | Contenuto |
|---|---|
| Sezione I | Quello che rimane in casa — 12 poesie |
| Sezione II | Quello che rimane tra le persone — 11 poesie |
| Sezione III | Quello che rimane nella città — 9 poesie |
| Sezione IV | Quello che rimane del tempo — 11 poesie |
| Sezione V | Quello che rimane di noi — 7 poesie |
| Appendice | Poesie escluse — 20 componimenti |
La scelta della prosa poetica senza rima non è estetica — è strutturale. Cascarano lavora con la frase come unità ritmica, non con il verso. Il risultato è una scrittura che si legge come racconto ma funziona come poesia: compressa, precisa, capace di lasciare spazio tra le parole senza che quello spazio sia vuoto.
Per i lettori abituati alla sua narrativa, questa raccolta offre una prospettiva diversa sullo stesso sguardo. Per chi si avvicina a Cascarano per la prima volta attraverso la poesia, è un punto di ingresso che non richiede conoscenza della serie noir.
Quella che Rimane non è una raccolta per chi cerca consolazione nella poesia. Non ci sono risposte, non ci sono epifanie risolutive. È una raccolta per chi riconosce nella descrizione precisa di una cosa ordinaria una forma di onestà che vale di più di qualsiasi slancio emotivo. Il lettore ideale è qualcuno abituato a notare i dettagli materiali delle situazioni — il posto vuoto sul tavolo, la chiave che non serve più, il libro lasciato aperto alla stessa pagina da settimane. Cascarano usa questi oggetti come punti di ingresso verso qualcosa di più difficile da nominare.
La decisione di scrivere in prosa poetica — senza versi, senza rime, senza misura metrica — non è una scorciatoia ma una scelta con conseguenze precise. La prosa poetica mantiene la densità semantica della poesia — ogni parola conta, ogni ripetizione è deliberata — ma si muove con il ritmo della prosa. Questo ibrido produce un effetto di lettura peculiare: il testo scorre come un racconto molto breve, ma lascia il tipo di residuo che si associa alla poesia. Il lettore finisce un componimento e non sa esattamente cosa gli è rimasto — sa solo che qualcosa è rimasto.
La struttura della raccolta in cinque sezioni — casa, persone, città, tempo, noi — non è casuale. Ogni sezione esplora la permanenza involontaria in un contesto diverso. Casa tratta gli oggetti fisici: quello che rimane nei cassetti, sugli scaffali, nelle stanze dopo che chi li abitava se n'è andato. Persone tratta i ricordi come oggetti — come qualcosa che persiste nonostante la volontà di chi ricorda. Città tratta i luoghi come depositari di strati di significato che nessuno ha esplicitamente deciso di conservare. Tempo tratta l'impossibilità di separare il presente dal passato quando il passato si incarna in oggetti ancora presenti. Noi chiude il cerchio con il tema della coppia e di quello che rimane dopo che la coppia finisce o si trasforma.
Chi arriva a Quello che Rimane dopo aver letto la serie Bari Calibro Noir troverà qualcosa di inaspettato: non l'opposizione netta che ci si potrebbe aspettare tra narrativa di genere e poesia, ma una continuità di sensibilità. La stessa attenzione al dettaglio materiale che rende precisi i romanzi noir — il container n.7, la saracinesca arancione, il posto dove Vito lascia la tazza di caffè — è presente in questa raccolta. Cambia il registro, cambia la lunghezza, cambia la forma. Ma la qualità dell'osservazione è riconoscibile. In questo senso Quello che Rimane può essere letto anche come la chiave per capire da dove viene la precisione narrativa dei romanzi.
Il titolo della raccolta introduce un concetto che ha radici nella filosofia ma viene trattato in forma poetica, non saggistica. La permanenza involontaria non è l'opposto della caducità: non è la cosa che resiste perché è fatta per resistere. È la cosa che rimane perché nessuno ha trovato il momento giusto per spostarla. Questa distinzione è sottile ma produce immagini molto precise: il libro aperto alla stessa pagina da settimane, il maglione dimenticato sul divano, il numero di telefono salvato anche se la persona non c'è più. Oggetti ordinari che diventano portatori involontari di memoria.
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