Saggistica Dialettologica · Pubblicato KDP 2025
Storia, grammatica, fonetica, proverbi, modi di dire e vocabolario completo del dialetto barese. Una lingua italo-romanza autonoma parlata da circa un milione e mezzo di persone — documentata con rigore filologico e rispetto per le voci di Bari Vecchia.
Il saggio
Il dialetto barese non è un italiano storpiato. È una lingua italo-romanza autonoma con la propria storia, la propria fonetica, la propria grammatica — un palinsesto sonoro in cui si leggono tremila anni di storia mediterranea: le origini prelatine dei Peuceti e dei Japigi, l'Emirato arabo di Bari (847-871), il Catepanato Bizantino (876-1071), gli influssi normanni, svevi e spagnoli.
U Parlà de Bare documenta questa lingua con rigore filologico e con la cura di chi la conosce dall'interno. Il libro è dedicato alle voci di Bari Vecchia, ai pescatori del Borgo Antico, alle nonne che custodiscono la lengua noste.
| Sezione | Contenuto |
|---|---|
| Prefazione + Introduzione | Il barese come palinsesto sonoro. Definizione come lingua italo-romanza autonoma. |
| Parte I — Storia | 15 capitoli: dalle origini prelatine fino al XXI secolo. Include Emirato di Bari, Catepanato Bizantino, influssi normanni, svevi, spagnoli. |
| Parte II — Fonetica | IPA, schwa, geminate, dittonghi. Trattazione completa del sistema fonologico. |
| Parte III — Grammatica | Morfologia e sintassi del dialetto barese. |
| Parte IV — Proverbi | Proverbi baresi con traduzione italiana. |
| Parte V — Modi di dire | Frasi idiomatiche e locuzioni caratteristiche. |
| Parte VI — Vocabolario | Italiano-Barese con trascrizione IPA. |
| Parte VII — Indice inverso | Barese-Italiano per ricerca inversa. |
| Appendici | Rapporto editoriale con grafia Giovine, correzioni sistematiche e voci integrate. |
U parlà de Bare ie pane e sale: sempre bune.Proverbio barese · citato in apertura
Per chi studia le lingue italo-romanze, per chi è cresciuto a Bari e vuole ritrovare le parole dell'infanzia, per chi si avvicina per la prima volta al dialetto pugliese: U Parlà de Bare offre un punto di ingresso rigoroso e accessibile. Non un dizionarietto turistico, ma uno strumento serio di documentazione linguistica.
Il libro si inserisce nella tradizione degli studi dialettologici italiani, aggiornando con la notazione IPA e con l'attenzione alla variante urbana di Bari un patrimonio che rischiava di rimanere solo nella memoria orale.
Il dialetto barese appartiene al gruppo dei dialetti meridionali italiani, con caratteristiche che lo avvicinano al napoletano ma con tratti specifici derivati dalla posizione geografica di Bari e dalla sua storia. La fonetica barese è ricca di suoni che l'italiano standard non ha — vocali ridotte, consonanti géminate con funzione semantica, elisioni sistematiche che producono parole di difficile trascrizione per chi non conosce il dialetto. Il titolo stesso del libro — U Parlà de Bare, letteralmente "Il parlare di Bari" — esemplifica questo: l'articolo determinativo maschile singolare diventa u invece di il, e l'infinito parlare si riduce a parlà.
Il libro di Cascarano affronta la grammatica del dialetto barese con un approccio sistematico che lo distingue dai semplici vocabolari dialettali. La fonetica è trattata con attenzione specifica alla caduta delle vocali finali — caratteristica comune ai dialetti meridionali — e alla distinzione tra suoni che l'italiano standard non differenzia. La morfologia del dialetto barese ha alcune caratteristiche notevoli: il sistema dei pronomi clitici è diverso dall'italiano, i verbi hanno coniugazioni specifiche, gli articoli e le preposizioni si fondono in modi diversi dall'italiano standard. Capire queste strutture è fondamentale per chi vuole non solo capire il dialetto ma anche usarlo correttamente.
Una delle sezioni più interessanti del libro è dedicata ai proverbi in dialetto barese. I proverbi non sono solo materiale folkloristico: sono documenti di una visione del mondo sedimentata nel tempo, condensata in forme brevi abbastanza memorabili da sopravvivere alla trasmissione orale. I proverbi baresi trattano il lavoro, le relazioni familiari, il cibo, il tempo atmosferico, la diffidenza verso gli estranei — tutti temi che rispecchiano la struttura sociale di una comunità mercantile portuale. La loro analisi sistematica, con traduzione e commento, è uno degli aspetti più originali del volume.
La competenza linguistica che sta alla base di U Parlà de Bare non è separata dal lavoro narrativo dell'autore. Nei romanzi della serie Bari Calibro Noir, il dialetto barese compare nei dialoghi in modo calibrato: non come semplice colore locale, ma come indicatore di classe sociale, di rapporto con il territorio, di distinzione tra chi appartiene a un ambiente e chi ci entra da fuori. Angelo Cataldo, avvocato di formazione cittadina, capisce il dialetto ma lo usa raramente. Vito, il contatto del retroporto, lo parla naturalmente. Questa differenza dice qualcosa sui personaggi che nessuna descrizione esplicita potrebbe esprimere altrettanto bene.
Pubblicare un saggio sistematico su un dialetto regionale nel 2025 è un atto con un significato preciso. I dialetti italiani perdono parlanti ogni generazione — i giovani li capiscono ma non li usano attivamente, i bambini spesso non li capiscono più. La documentazione scritta non ferma questo processo, ma crea un archivio che le generazioni future potrebbero usare per ricostruire quello che è andato perduto, o per capire meglio quello che ancora esiste. In questo senso, U Parlà de Bare ha una funzione che va oltre l'interesse linguistico: è un documento culturale sul Bari di una certa epoca, fissato nel momento in cui era ancora accessibile.
Disponibile su Amazon KDP. Prima edizione revisionata, 2025.
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